domenica 10 marzo 2013

Nonsense#205

Bagliori di Clo

La mia forchetta si fa grossa insieme ai giochi di spavalderia sassate in rima sulla mia porta per dormire senza gloria o dislessia sacrosanto e afoso il cielo a righe girate tagliavi i nidi se piangevano le stelle stringevi le ore in una cantina di corde maggio è lontano via voglio andare via e il giro di boa stringe i verbi volere andare e poi via io scopro che hai lasciato le rughe di tua sorella nei cortili e i cieli aperti per mascherarmi il volto la mia zona è controllata come fogli bianchi di cartoleria gli occhi di un chiaro spettro tu non sei come io speravo sei un fantasma in meno che ricade da dietro ma perché ho fatto la luna così distante io alberi si piantano ai lati della bocca e mi corrono incontro unendo tre mani e il buio ti fotte nell'armadio un cocktail malato come un pugno allo specchio e il limone ti colpisce nella botte di fumo e il colore del campo di fuoco è spesso al centro di un segno che io non posso mandar giù voglio andar via due parti mi chiedono dove

ma via

respira puoi
sentire serio
e colpirmi in breve

sabato 9 marzo 2013

Nonsense#204

La mia vita è questa qua, dentro all'armadietto del bagno è impossibile rinchiuderla; ci vorrebbe il finestrino di un'auto, sul quale addormentarmi, mentre tu guidi. Perché io sono una di quelle che difende la propria dignità urlando al mondo intero, ogni giorno che passa lontano, che i viaggi verso il mare si fanno in macchina... E lo ripeto ancora una volta: in macchina!!! La mia vita è questa qua: il lento scorrere dei sassi caduti contromano, sui vetri intrisi di sudore, come i pensieri dell'infanzia meno scheggiata, quelli che circondano il corpo sterilizzato, dalle orecchie ai capelli, e ricomposto dentro una siringa in fiamme. Tu li puoi vedere, solo tu. Tu, che guidi spesso. Una guida perfetta per chi, come me, fa due conti coerenti con sé stessa e scopre che non vuole fare domande a punte doppie sul tuo passato prossimo, anche perché sarebbe una sfida incurabilmente amara. Da zuccherare di nascosto. Eppure le risposte le avrei pronte, calde come questa vita. Pronta, da servire assieme ad un cappuccino; praticamente un'unica crema, sì lo so, da ripetere due volte e da far scendere di lato in una tazzina costruita apposta per noi in un ristorante vegetariano. La mia vita è questa qua. Una presa d'aria sul viso di un vecchio che taceva parlando e quindi urlava sofferente, andato in profondità per scelta o per esclusione; una svolta continua nelle abitudini commerciali che mai più incontrerò, se non con gli occhi finti incollati sul muso di un cane grassissimo. Non chiedetemi perché. Chiedetemi chi. Se la mia vita fosse questa qua, la tua vita sarebbe questa qua. Infatti posso tranquillamente ammettere che non ti rinchiuderò dentro ad un armadietto del bagno o sotto i cuscini a forma di polipo, nemmeno se si stesse comodi più che sopra il tetto di un treno scaduto. Io ti terrò qui, uscendo di sorpresa da sotto il letto, negli orari delle guerre dei baci, oppure in metrò, che tanto i conti coerenti abbiamo imparato entrambi a farli stare zitti. Io con ago e filo e cioccolato, tu con la china e i fiori di Bach. Una sinfonia da provare in questa vita, qua.

venerdì 8 marzo 2013

Nonsense#203

Ecco che torna a farsi viva la festa della nonna, con l'immancabile partecipazione delle cianfrusaglie cinesi e dei gatti bianchi fermi. I gatti di Marzo. Ma un 8 Marzo qualsiasi non basta per occuparsi dei problemi più festeggiati, quali la congiuntivite delle caviglie infiammate o l'estrusione serale estemporanea delle nostre nonne; bisogna sempre e dico mai, in questo giorno, creare l'atmosfera giusta, nella quale l'incontro, e successivamente il confronto, tra nonna e gatto avverrà. Un incontro-scontro, un pronto confronto, una specie di affronto forse, ma mai come una volta. Certo che no. Una volta si prendevano gli antibiotici per strada e, sempre per strada, non c'erano molti gatti che vagavano. In alcune città oggi, invece, i centri per anziani a pelo corto aprono le porte ai certosini, ai persiani e pure ai tappeti volanti. Tra le importanti iniziative a sostegno delle nonne gatte è da ricordare la Compagnia delle Maglie che, assieme alla sua ciurma di aghi, ha deciso di scendere in campo sostenendo il punto croce. Un punto totalmente a favore della rivoluzione in atto. Un atto, il primo atto, atto a rivoluzionare il gatto, quello della nonna si intende; i gatti più rivoluzionari del mondo, quelli che mai lascerebbero le loro nonne in balia di mari in tempesta, nemmeno se il mare arrivasse già in primavera per rubare loro i segreti custoditi dentro i paletot. Quindi in bocca al lupo nonne gatte, e che la balena ve la mandi buona stavolta, la ricetta vicentina, altrimenti poi chi glielo dice a loro?!?!

giovedì 7 marzo 2013

Nonsense#202

C'è una carta d'oro lì sul primo gradino: l'ho presa per la gola e ho letto di una crema che festeggerà il suo trentesimo compleanno con il pistacchio, domenica prossima. Quindi, io, cosa le regalo? Coriandoli?

mercoledì 6 marzo 2013

Nonsense#201

Ricordo la pioggia di duecentouno anni fa, non è la stessa di oggi. Di adesso intendo, a metà pomeriggio, proprio ora che siamo arrivati a dieci. Quella di duecentouno anni fa pesava il doppio, mentre quella di oggi (quando arriva) è assente. Ma non è che non c'è, non so proprio dove sia finita. Me lo chiedo spesso; se è iniziata duecento anni fa, ora dove è finita? Non è stata rilevata sui protocolli di apertura di stagione, pertanto oggi è un brutto giorno, se ci pensiamo. Mi ero illusa che arrivasse la primavera entro i limiti prestabiliti dal calendario, all'arrivo del duecentounesimo giorno, ma non è così, pertanto mi fermerò in gelateria per appurare il contrario. Il gelato sciolto, dal dentista. Ricordate? Che quando sei lì steso, piove, e quando devi pagare, esce il sole dalla finestra. Bizzarro, vero? Ormai sono tanti anni che succede così, la pioggia che cambia, che finisce, che esce, leggera; per quanto diversa sia la poetica musicale delle gocce del giorno di oggi, non possiamo dimenticare i concerti che essa, la pioggia, ha fatto negli ultimi dieci anni. E non ho detto duecento, ho detto dieci.

martedì 5 marzo 2013

Nonsense#200

Da sempre io mi pongo una domanda e l'attacco su un foglio di plexiglas: ma le foglie morte vanno seppellite con o senza carta? Perché....vi dirò la verità... Ma non ora. Dovete sapere.... Un giorno. Una volta provai in quel modo, ma senza risultato visibile. O perlomeno i piccoli cadaveri delle piante in scala ridevano ancora felici, sgretolandosi al vento della tarda sera, sui pianerottoli di vecchi palazzi. Le dune di sabbia servono a ben poco, se abbiamo la convinzione che un solo foglio di carta possa reggere bene tutta la storia di una foglia morta. Sono divertenti e ispiratrici, almeno per la sottoscritta che, da piccola, amava raccogliere tutte le particelle di fumo del mare in un barattolo di vetro, prima di far colare la marmellata di fragole della nonna, come se fosse cipria. Le ciliegie sopra il rossetto e le more con il rimmel: il risultato era perfetto per seppellire le foglie a metà Novembre e raccoglierle nuovamente verso Marzo. Durante l'estate invece non era più possibile utilizzare i piccoli trucchi nelle strade; quelle strade che si svuotavano come luce al sole, appena i primi caldi arrivavano a destinazione, seccando le foglie vive e colorando di verde quelle più anziane. Ora è tutto diverso, forse perché tu non ci sei più; ma c'è chi dice che anche quando c'eri, e te ne stavi seduto sui falò, le foglie continuavano a morire beate.

lunedì 4 marzo 2013

Nonsense#199

Live set: tutto il necessario per tagliarsi le unghie in pubblico, in soli 2,17 pollici.

domenica 3 marzo 2013

Nonsense#198

8 Luglio del 4 Ottobre 1959.
Veniva pubblicato il primo disco volante del gruppo Sanguigno dei Cacciatori. A milleseicentotrentaquattro giorni zero negativi di distanza tra il cielo e la terra rossa che lo lanciò, ecco che oggi si festeggia la rinascita del genere beat-casual-specialguest, con un'antologia tutta da decontestualizzare.
Perché è vero che non tutti gli ospiti sono graditi nelle loro facoltà di giungere, ma se l'ospite che gioca in casa darà il benvenuto all'ospite giunto appena prima, la reunion del Gruppo Sanguigno sarà inevitabile. Monarca delle intercapedini afro-jungle, pilota delle note in betacarotene, generale capo della navigazione su mete etno-emotive a led rossi e blu, il frontman russo ci stupirà con effetti damascati quando, una sera a piacere, salirà sul palco dello stadio di appartenenza, ricoperto di sale per l'occasione, e inizierà il suo spettacolo a fasi alterne, davanti ad un pubblico dal gusto dolce ma assopito e moralmente storico. Un successo fluttuante nei generi, senza protezione alcuna.

sabato 2 marzo 2013

Nonsense#197

Ore 18:36. Interno, tavolo, cibo e bicchiere di latte.
"Scusate, ma questi sono i vostri camerini?" "No." Rispose lui. "Sono i nostri canarini, perché?"
"Beh, perché noi veniamo dalla Svizzera. Con ventisei telecamere a getto d'inchiostro. Allora? Possiamo riprendere questi strani canarini?"
"Se me lo chiede con un altro tono, sì. Ad esempio un tono più calmo, tipo il verde petrolio. Credo che si ottenga con del giallo, giallo canarino, e quattro numeri visti nei sogni, capito?" Il grassone replicò: "il petrolio non fa per noi! Noi siamo ecologici! E i sogni si consumano a casa propria. Domani provvederemo. Alle sedici del pomeriggio." Così, per non sprecare altro tempo, colui che di tempo ne ha visto tanto, soprattutto nelle Langhe, disse a voce bassa, per farsi sentire anche dalle ultime persone appollaiate sulle colonne montate a neve: "facciamo così. Possiamo dirci che è finita, da ieri."
"Non c'è problema, Tenente Colombo. I canarini vanno benissimo, mi è parso di notare che ha una raucedine nascosta sotto il cappello."
"Esattamente. Serve per cantare. Non me la tocchi. Ma, a tal proposito, lei sa cantare?"
"Lei chi?"
"Lei, colei. Colei che mi accompagna."
"Beh, a dire il falso non sa fare. A dire il vero lo saprà lei, dato che l'accompagna."
"Certo. Il tempo ormai è finito e i canarini cantano tutti insieme, quale migliore situazione si può trovare su questo divanetto sgualcito, signor Bowling?!"
"Questa. Esattamente questa. Bene, tenente Colombo. La cena è servita davanti a lei, anche se non sa cantare come lei."
"Allora me la mangio tutta. Non aspettavo altro, intanto può cambiarsi la faccia. Arrivederci."
"Arrivederci."
Ore 19:41. Esterno, parco comunale, maniaco in auto.

venerdì 1 marzo 2013

Nonsense#196

Donne al volante! La vostra storia è arrivata al capolinea esattamente sotto ai binari della linea 3 o più - in ritardo oltretutto - siete stanche delle pere William dalla buccia dura, è una sera di agosto e non riuscite a far capire che il numero quattro (da voi tanto amato sulle unghie) si ottiene anche con 3+1, avete passato una pessima giornata lavorativa con la vostra ex coinquilina arrampicata sull'albero in cortile che si lamenta perché è incinta a metà e quindi, a questo punto, non vi resta che lasciare il vostro lui? Siete finalmente le vincitrici del mare! Fatelo pure, dunque, senza orari rovesciati sul letto, ma abbiate un costume adatto al tatto che userete al momento del taglio della carta che porrà fine al segno. La fine di una storia d'amore? È sempre e comunque simile ad una canna da pesca, a parte rarissimi casi in cui è come una pallina da tennis blu. Essere lasciati è anticostituzionale. Ma anche lasciare non è una cosa gratuita o pagata a raro prezzo, ed è spesso difficile trovare il sentiero giusto, uno che non nasconda le margherite sotto ai funghetti (semmai ne esistesse uno, magari senza pietra). Molto probabilmente ognuna di noi messa in relazione ad ognuna di voi, pensando al proprio compagno messo in relazione ad un'altra di noi o di voi, più probabilmente di voi intesa come "sua" al momento della mancanza di una di noi in particolare (ragionamento libero maschile), può vantare almeno un episodio a sé stante, in cui ha preso una porta in faccia, non necessariamente in cambio di un cioccolatino. Oppure, peggio ancora, momenti in cui ha dovuto mangiare pesce solo perché era venerdì e non è stata capace di far addormentare il suo gatto in cucina, subito dopo. Insomma, qualcosa si è rotto, come il burro sul pane caldo. E chiunque dei due sia l'autore ultimo della tanto disinfettata decisione, sappiate che c'è modo e modo di farlo: uno e l'altro, si intende. E se almeno una volta nella vita siete state lasciate in miniera, zona franca e particolarmente infame, sapete perfettamente quale scarpa togliere e quale lasciare.