venerdì 10 maggio 2013

Nonsense#266

Non so cosa dire, pur restando ad ascoltare, semplicemente perché oggi la pioggia ha coperto le vetrate più alte e un verzellino ha scoperto il suo nido.

giovedì 9 maggio 2013

Nonsense#265

Una sera come tante, quando scese, poi apparvero. Poi i papaveri, nelle caverne, poche grotte. Erbe e lino, ce n'era. Si asciugò all'ombra, cascate ghiacciate. Ad un certo punto fece per andare, completamente distratto. Lontano, fischio, profumo, finestra. Un fiuto perfetto. Disse. Così fece, solo che era già tornata, di notte, di quelle. Non ascoltò, una parola, che sarebbe riuscito di sicuro; pertanto. Farà cadere, una volta. La sua. Allora nuovamente, che faceva anche bene, ma non a tutti. Come un valzer, una rugiada, sempre fresca. "Senti?" Disse. Assolutamente. "Mai." Rispose. "Riposa." La poesia, delle cose, della casa, delle montagne, alte, bianche, i colori dei corvi neri. Un paradiso, poteva durare, sarebbe finito. L'appuntamento era già, un quotidiano, il distacco, era voluto; la musica.

mercoledì 8 maggio 2013

Nonsense#264

Il Cantico delle Giunture di Francesco Corto Assisi, uscito da poco nelle più belle librerie in legno del luogo, è un testo scientifico autobiografico molto antico della poesia italiana, nonostante sia. Se così fosse. Si conosce ancora oggi, tanto da pubblicarlo in ben due lingue distinte per natura, perché fu scritto volgarmente, parlando chiaro. È un testo costituito prevalentemente da capitoli di tolleranza tra uomo e scheletro, in un contesto laico come può essere la natura circostante. Una visione articolata su una mera realtà cosmica e anticosmica, allo stesso tempo, a tratti positiva e a tratti astratti, in tempi moderni se non addirittura sospetti, fatta di fratelli omeri e sorelle, anche, di poca carne e tante ossa, dove l’uomo si esprime a livello concettuale sopra tutti gli altri esseri, in quanto anch’egli privo di un'ossatura stabile ed espressiva. È una storia commovente e traumatica, determinante per la postura in versi, come tutte le grandi opere reumatiche, soprattutto quelle dell'umanità dell'arte, applicata alle giunture poetiche in rime.

martedì 7 maggio 2013

Nonsense#263

Banane acerbe o banane mature? Banali nature è la risposta. Da quando gli asini hanno iniziato a diminuire in Etiopia, mantenendo però intatta la loro schiera di ammiratori, il dilemma sui frutti gialli è ormai una moda che ha visto la nascita persino di un social network dedicato: i-elloAbeba. Per accedere è necessario registrarsi all'albo dei vegetariani, sottoscrivere un contratto di tipo A4 per la salvaguardia degli asini e riportare in auge la vecchia password. Si ritiene che in Etiopia ci siano circa tre milioni di vecchie password protette da enormi foglie di banano, quasi una ogni dodici asini. Alcune migliaia di etiopi vivono connesse su colline sperdute, ma ben servite, separate le une dalle altre da contratti poco convenienti. C'è un altopiano laterale che presenta delle zone inondate, già con l'arrivo di Facebook, da un’infinità di corsi base d’acqua. L'impossibilità di appianare le divergenze tra gli abitanti in rete costringe così gli asini, dall’aspetto sicuro e inconfondibile, a diventare il mezzo di trasporto più intero che esiste nel mondo dei frutti gialli.

lunedì 6 maggio 2013

Nonsense#262

Otto nomi come "Andrea" equivalgono ad un giorno di festa. Non è stato cancellato del tutto, eppure il lavoro svolto da chi di dovere, Andrea, sembra essere svanito nel nulla e ricordato dai più. Tante le persone impegnate a festeggiare la ricerca di una sua mansione o di un suo compito, tante anche le reazioni positive per la rinnovata scomparsa. Un profumo nuovo nell'aria, una sensazione mai privata dal vivo, bensì solo dal deceduto e compianto nel giorno di festa. Nonostante passeranno i nove anni, il ricordo delle sue tradizioni e l'impegno per tenere alto il nome, saranno un giorno un grande e decantato turbamento per l'intera comunità degli otto. Membro importante, uomo di numero, padre blu. Per te raccogliamo i dubbi sul selciato e per te vediamo volare anche gli insetti più piccoli. Otto nomi come "Andrea" equivalgono ad un giorno di festa, sì...una giornata azzurra come tante altre se le poche altre non potranno più ripetersi.

domenica 5 maggio 2013

Nonsense#261

Più acqua passa sopra i ponti, meno tempo serve per arrivare in punta di piedi da chi, ognuno di noi, definisce te.

sabato 4 maggio 2013

Nonsense#260

L'ascesa degli Irmanni ai tempi di Gentomiglia comportò una perdita enorme di petali di rosa, nelle praterie del sud ovest Gellico. Solo gli individui più forti e geneticamente generosi riuscivano a distrarsi mentre il popolo si batteva. Donne e uomini erano uguali, al tempo; richiamavano a sé gli spiriti protetti dagli dei umani attraverso il suono di un condor. Non sempre vincevano le battaglie a sesto acuto, anche perché gli Irmanni erano un gruppo ridotto di piccoli funamboli preistorici. Dalla dieta povera di esse, traevano sostentamento sistematico soprattutto, se non solo, dal sonno sospirato. Gli Irmanni passarono dunque alla storia, dopo aver lasciato altre scienze poco costruttive per il loro stile di vita fuorviante e gioviale.

venerdì 3 maggio 2013

Nonsense#259

Stando alle naturali statistiche di questo blog, oggi risulta approssimativo, se non addirittura rigoroso, quantificare la dimensione della popolazione attuale presente sulla prima pagina con il proprio status attuale; evidentemente è assai più complessa una stima delle risorse elementari dalla quale provengono, proprio perché la popolazione di cui parliamo ricorre ad uno sviluppo creativo di lettura sperimentale, per rendersi partecipe alla mia personale tipologia di scrittura in corso. Quasi sempre. Ciò che si deduce dalla lista pubblica della scorsa settimana, ad esempio, ben lontana dai dati di un passato anche prossimo, è che non esistono infatti documenti di fama internazionale su cui basare tali ricostruzioni matematiche, se non per aree geografiche e numero relativamente bassi. I vari post denotano importanti cenni storici non documentabili e portano spesso l'autrice ad una configurazione esistenziale abbastanza simile a quella di un fumetto in bianco, con un'unica differenza che sta nel parallelismo tra parole scritte e parole ascoltate. Vero è che già con la nascita degli status sociali dei network moderni e progressisti di profili unici e privatamente espressi, era sorta l’esigenza di parecchie quotidiane rilevazioni analogiche, per confrontare la variabilità territoriale on line da quella sociale. In tal senso si può dire che se il senso del nonsense ha prodotto un universo osservato al microscopio che non può essere certamente riconosciuto solo per un misero e temporaneo tentativo di proiezioni concettuali, il non-senso dei sensi universali risulta esprimere ciò che prevale in mere avanguardie relativiste.

giovedì 2 maggio 2013

Nonsense#258

Per quanto mi riguarda non posso esprimermi, posso soltanto dire la mia versione. Una versione che, a scanso di equivoci, comprende una ben più ampia scelta. Oltretutto la scelta è necessaria affinché venga ben compreso il concetto. Non è retorica, la mia? Ognuno ha la propria arte di parlare bene, tranne quelli che non si curano delle reazioni altrui quando non viene apprezzato il soggetto. Chi l'ha detto che il processo attuabile per diffondere il proprio pensiero è paragonabile alla stesura di un testo teatrale diametralmente opposto? Aristotele, forse? Basta un input efficace ed esteticamente pregevole a deviarci irreversibilmente. Ebbene sì, per questo motivo non mi esprimo laddove mi è concesso esaltare i toni concettuali più sentiti, nonostante molti tendano a concedersi su espressa richiesta. Il mio punto di vista è semplicemente un déjà vu.

mercoledì 1 maggio 2013

Nonsense#257

Come il giorno uno del mese cinque ci suggerisce, la trasparenza di legge del lavoratore mite, comporta una maggiore diffusione dei disegni personali che caratterizzano il proprio lavoro, mal retribuito e poco soggetto a divieti. Primo aspetto fondamentale del patrimonio illustrato e scritto interamente sul muro della propria coscienza, cosiddetta "a chiamata", da dietro.