giovedì 28 febbraio 2013

Nonsense#195

Quando le stringhe degli stivali nascondono la luce che viene dall'alto, il risultato è esattamente come speravi tu. Come speravi tu, non l'ha mai fatto nessuna. Pertanto sarà un biondo perfetto. Anche se colore del terreno, dove è stato sepolto un quindicenne.

mercoledì 27 febbraio 2013

Nonsense#194

Cerco un centro di permanenza gravitazionale. Qualcuno sa dirmi dove posso trovarlo, possibilmente in cima alla lista? Stasera torno al cinema dopo circa tre e se non trovo una centrale permanente di gravità è finita. Già. Questa volta è proprio finita, lei ha deciso di andarsene, non tornerà più, nemmeno se spinta da una piastra ad induzione (per indurla, si intende.) Destra o sinistra non c'entra; l'italiano medio si riconosce subito, fuori e dentro il cinema. Che poi non vuole nemmeno vederlo quel determinato film, preciso, puntuale e fresco di pellicola. Chi? Come chi? L'investitore! Proprio colui che tiene comportamenti anomali appena prima di pagare il biglietto; lui, cosiddetto lui, si preoccupa solo della sua permanente cotonata e basta. Vi sembrerà un discorso assurdo, ma credetemi che lo è, completamente. È come se iniziassi a parlare di una permanente gravità, intesa come centro di gravità mosso, per poi finire con il raccontarvi l'epilogo di un film vergognosamente gratuito. Non potrei mai farlo, nemmeno se l'incesto avvenisse tra fratello e sorella, i pirati attaccassero la nave e il protagonista (dal nome di un pittore famosissimo che inizia con la lettera L e finisce con eonardo, piccolo indizio!) morisse come in tutti i suoi film. Questa è la vita: soggetta a soggetti variabili, spostamenti gravitazionali centrati sulla permanente meglio o peggio riuscita, tra il cast del più famoso colossal non ancora girato l'angolo. Sapete dirmi adesso, quindi, dove posso trovarla?

martedì 26 febbraio 2013

Nonsense#193

I vecchi rimedi della nonna di sopra sono sempre molto utili quando si gira attorno al tavolo della cucina in cerca di qualcosa. Ad esempio: un quarto di vino con una goccia di pino silvestre solidificato, aggiunto a mezzo litro di una bottiglia di vetro, forma un composto ordinato utile alla lucidatura del cuoio capelluto, laddove si renda necessario. Oppure: passare chilogrammi X di cotone non raffinato sull'orlo dei jeans per festeggiare il proprio compleanno in modo più ecologico. O ancora, lavare i serramenti sotto una grossa pianta grassa, come ad esempio l'agave, serve per rallentare l'arrivo dell'inverno. Anche se di doppio inverno si tratta. Non serve spingere le luci verso il monte o gettare all'aria i panni sporchi di suonerie per risparmiare energia elettrica, basterà portare il salotto in camera e viceversa. Sono tante le soluzioni geografiche più naturali che i nostri nonni possono tramandarci, diversamente da quanto attesta il secondo articolo del libro dei miracoli casalinghi. Se avete scovato dei nonni attorno a voi, provate a chiedere loro in quanto tempo. La risposta sarà sicuramente attuale.

lunedì 25 febbraio 2013

Nonsense#192

Sto cercando di aprire una porta che ho trovato per caso. Non mi ero mai accorta di avere una porta sconosciuta in casa, anche perché generalmente gli amici più graditi mi avvertono, prima di passare a trovarmi. Se poi sapessero che ho iniziato a lavorare anche di giorno, probabilmente si toglierebbero gli occhiali ogni volta che cercano di contattarmi al telefono. E chi non li ha? Se li inventa per l'occasione? Le lenti rapide sono le più consigliate. Non ho ancora detto a nessuno della mia decisione di aprire la porta nascosta, sempre che io la trovi; Gandhi diceva che le aperture inaspettate andrebbero colte al volo, disegnandole con i gessetti a cera, dopo aver lavato i capelli in piscina e utilizzando il phon per sciogliere il pigmento sullo strato di polipropilene. Forse prima di aprirla dovrei riascoltare il primo canale, quello rosso fuoco. È l'unico in grado di portarmi per mano alla scelta da fare, etica o discutibile che sia. Aprire la mostarda? No, non è di quella che sto parlando. Anche se gli americani provocano, baciano le mani, sbattono la coperta della vecchia, fanno pernacchie ai lavoratori e sono felicemente dispiaciuti perché loro sono loro e gli altri no, io aprirò quella porta, sfogliando il giornale di ieri per vedere se, per caso, l'articolo è stato corretto.

domenica 24 febbraio 2013

Nonsense#191

Elezioni arrosto con sugo votante.

È un portento alato che si recupera facilmente in discarica e che risolve tante ricette primarie! Come quando si arriva in ritardo in spiaggia, si apre la cabina e non si sa che voti cucinare. Voglia e tempo spesso a quell’ora non ci sono ma la fame si fa comunque sentire sugli sgabelli e sulla carta igienica. E la particolarità di questa ricetta sta proprio nel fatto che è possibile adagiare le fette sulla scheda elettorale sia con che senza sugo, e averle pronte in qualsiasi momento della salata propaganda elettorale. Oltretutto è carne bianca, sopra carta bianca, si può mangiarne a volontà (la volontà di votare) prediligendo i grossi pezzi di dubbi sulla scelta del luogo in cui consumare il prelibato pattume, camera o senato che sia. Quindi, per preparare questa cernita proteica, ognuno ha la sua ideologia culinaria e il suo modo di scegliere gli ingredienti più freschi, anche se parlare di "freschezza della calzatura al ginocchio" è praticamente impossibile negli ultimi tempi.
Pronti?
Legare i voti con lo spago.
Mettere due cucchiai pari.
Scrivere finché non diventa dorata.
Stop.
Via.
La carta d'identità dev'essere fresca e va ritirata al momento dell'assaggio.
La patata è sempre presente.

sabato 23 febbraio 2013

Nonsense#190

Durante le festività gli animali in cattività diventano più buoni? Se tutti facessimo cadere una zolletta di zucchero, la terra darebbe sicuramente buoni frutti? A Donato Cavallo piace la musica della Rettore? Provate a rispondere a queste semplici domande e scoprirete come non vi servirà più il dizionario italiano-lingua per concludere la serata, basterà alleggerire il tono di voce, portando sulle spalle due pesi e due misure. Sono, tutto sommato, questioni facilmente risolvibili, anche per te che stai leggendo con il fazzoletto in tasca. Non fermarti all'apparenza della semplicità, ritira il capo e fai valere i tuoi diritti senza senso. Fatto questo potrai tornare a sventolare le bandiere dei tuoi animali preferiti, stando ben attento a non corrodere le parti più delicate.

venerdì 22 febbraio 2013

Nonsense#189

L'utilizzo della sabbia del tempo a fine inverno, è una modalità di tutela della qualità oraria assai efficace, che fa immediatamente pensare ad un oggetto infangato e nascosto in profondità, soprattutto se sta arrivando l'estate più calda degli ultimi quarant'anni, come ad esempio la classica clessidra forzata. Essa è considerata come quel fenomeno attraverso il quale, sopra le dune, si misura la percentuale di vapore istantaneo necessario al sostentamento del proprio carattere, sempre presente nel nostro scorrere virtuale odierno; è anche il gesto con cui, anticamente, il vento scorreva oltre i fiumi, da un'estremità del tempo all'altra. In questa idea di misurazione metrica e poetica, sono perciò riassunte sia l'idea del tempo che si perde come una linfa, sia la visione panoramica soggettiva dello scivolare su un'esistenza nostalgica di un tempo macinato e deglutito. Qualcuno con velleità artistiche amare e simpatie monofasiche, un uomo dall'altezza discutibile e suddivisa in tre zone, ha anche scritto parole con parte della sabbia di mare, totalmente immersa nel tempo dell'acqua, forse per definire la ciclicità del proprio rapporto avanti/dietro, calcolando le giuste misure per preferire generalmente la retromarcia. Sostenendo infatti che, per funzionare tra l'alto mento e il basso ventre, una clessidra speciale, associata giornalmente alla parte del cervello legata al proprio nome, deve essere continuamente interrotta e ricaricata. Solo così la sabbia del tempo farà il suo dovere, evitando di concludere solo metà della nostra fiducia più ecologica.

giovedì 21 febbraio 2013

Nonsense#188

Due cucchiai da terra di spine di rosa shocking fanno passare, per almeno sei minuti, la sensazione di avere spesso la necessità di cambiare le abitudini più sbagliate. L'ho letto poco fa e lo dice anche l'oroscopo, tra una mezz'oretta.

mercoledì 20 febbraio 2013

Nonsense#187

Sempre tardi vien la notte,
E brucia il caldo sulla botte,
Quella botte un po' d'annata,
Maledetta fu chiamata.
(BALENA BIANCA)
Di uno strazio appeso ai muri,
Cantan pupe e bulli duri,
Sempre attenti alle lezioni,
Tra spinaci, frutta e tuoni.
(RAVANELLO ROSSO)
Non puoi certo disperar,
Se la fune arrugginisce,
Soffia il vento a predicar,
Taglia chiome in mille strisce.
(PIASTRELLA VERDE)
Se furioso il vin berrai,
Senza tono sotto il mento,
Puoi parlare di sgomento,
Ma una scarpa in due terrai.
(ARANCIA ARANCIONE)
Finirà l'accettazione,
Molto presto in barca a vela,
Più non mangio la tua mela,
Suggerisce assai finzione.
(TV IN BIANCO E NERO)
Una lotta contro il nido,
Che nell'uomo vien negato,
Gusterò da sopra un lido,
Tutto il caldo cabinato.
(CIN CIN, TANTI AUGURI.)

martedì 19 febbraio 2013

Nonsense#186

Quando arriva una notizia non del tutto composta, senza che noi ce ne rendiamo conto per la mancata parsimonia di colori, dipingersi le palpebre con due pensieri sottolineati, aiuta quasi sempre a fornirci un'eccessiva, ma mai troppa, astuzia di parola. Ed è quella parola che ci manca, talvolta, che ci suggerisce le giuste precauzioni, ad esempio nell'utilizzo della saliva. Non è detto, io credo, che le frasi si formino istantaneamente solo con gli occhi chiusi. Serve sempre almeno una misurazione parziale, che permetta di vedere gradualmente quello che il nostro io sepolto ci sta dicendo, gettando acqua gelida in un fosso ricamato a mano. Sono concetti limitati agli eccessi di colore naturale, non vanno estesi su tutta la lunghezza stellata che, puntualmente, ci ritroviamo a fissare con la lacca sopra i nostri capelli. Se attendiamo il treno della parsimonia, non troveremo mai il giusto equilibrio tra i valori parlati e quelli dimezzati. Viceversa, accantonando i convogli del terrore, possiamo investire totalmente nella fuga dal pericolo disorientato. Una palestra, se così la possiamo chiamare, di pesi e misure proporzionati al bianco puro. Steso e poi letto ad alta voce crea piaceri candidi che solo un'intenditrice sa percepire. Sette giri attorno alla sincerità faranno di noi persone intatte e polverose, evitando intoppi annodati al collo e distribuendo sul nostro cammino i pezzi più gustosi, da assaporare la notte assieme alle sostanze che, in passato, abbiamo considerato acerbe.