sabato 25 maggio 2013

Nonsense#281

Luigi, il Luigi che voi conoscete, mi ha confessato questa mattina che sospetta che suo fratello abbia un tempo ingannato il cugino facendogli una falsa richiesta, spingendolo ad accantonare l'orgoglio di suo padre fuori dalla banca del paese, quando era ancora bambino, credo dunque sei mesi fa. Io sono della stessa idea, anche se credo di dover andare a nascondermi in un circo, a breve. Solo perché non sono presenti gli animali. Ok, vado al circo. Oggi. Dopo circa un’ora arriverà anche la zia del cugino di Luigi e confesserà, senza troppa paura, il furto dell'orgoglio in banca, spiegando, sicuramente, che il fatto non é mai accaduto. 
E una rapina sarà l’unica soluzione, pensando al pregiudizio tolto dalle radici di un dente malato, quando ognuno di noi aveva nove anni. Nessuno si farà male. Nemmeno quegli animali che scavano buche per raccogliere più denaro possibile.

venerdì 24 maggio 2013

Nonsense#280

Antitesi e paradossi sulle spiagge italiane nell'immaginario collettivo di questa estate 2013.
In un’immaginaria spiaggia adriatica quest'anno immaginiamo che andrà di moda un'immaginaria gara di corsa, detta anche corsa di gara, dove un immaginario Achille ben palestrato e abbronzato, concederà ad un'immaginaria  tartaruga a due colori (immaginiamo il rosa e il giallo), un vantaggio iniziale di cento secondi, singoli e soprattutto non costanti, immaginati perpendicolarmente alla direzione del vento sull'immaginario litorale, immaginato in metri. Poiché l'immaginario Achille possiede due pile al minuto e risulta dunque essere almeno centoventi volte più veloce dell'immaginaria tartaruga, l'immagine che abbiamo è quella di una domanda: in quanto tempo l'immaginario Achille riuscirà a raggiungere, collocandola al primo o secondo posto, l'immaginaria tartaruga? Zeno, che è piuttosto grosso e che fa di tutta l'erba un fascio di luce immaginata all'alba sulla spiaggia in questione, immagina sempre anticipatamente la moda estiva di ogni estate e sostiene che in un primo lasso di tempo, l'immaginario Achille possa colmare, a sua discolpa, lo svantaggio iniziale dell'immaginaria tartaruga, se essa stessa immagina però di essere in vantaggio e sempre che una situazione simile sia possibile immaginarla. In questo lasso di tempo, d’altro canto, l'immaginaria tartaruga percorre una distanza di qualche metro, cantando. A questo punto l'immaginario Achille si trova nuovamente indietro. Il ragionamento può essere ripetuto immaginando anche il contrario. Infatti in un altro lasso di tempo immaginario, l'immaginario Achille percorrerebbe i metri di svantaggio immaginandosi di vincere, ma nel frattempo il ragionamento risulterebbe essere reiterato all’infinito finendo per immaginarsi sia sé stesso che l'immaginaria tartaruga, l'uno al fianco dell'altro, immagine di parità.

giovedì 23 maggio 2013

Nonsense#279

Sott'acqua grigio s'è fatto il tuo polmone, solo uno. Ed è solo respirando di sera che la terra calmerà sé stessa almeno quanto tu calmerai le tue pupille, ascoltando i Talking Heads.

mercoledì 22 maggio 2013

Nonsense#278

L'asma da protezione occasionale a orari verticali, può coincidere con uno stato di indipendenza dai disturbi più superficiali che si manifestano sporadicamente all'interno del nostro organismo. Oppure all'esterno di quello di qualcun altro, se frequentato costantemente. A sostenerlo è uno studio trasversale molto determinante, generato e pubblicato per antonomasia e condotto su ben dieci pazienti asmatici, sei dei quali giovani, tre non giovani e uno precedentemente non deceduto per errore, tutti con carenza ormonale irrazionale; lo studio è avvenuto in due distinti ospedali, legalmente riconosciuti a prima vista dai medici curanti.
I ricercatori hanno seminato costantemente per una settimana i germogli ritenuti responsabili della patologia, quali alga fucus e mughetto, raccogliendo così i dati relativi agli aspetti demografici, al trattamento sintomatico e non, al numero di episodi acuti e alla linea di quelli ottusi, ai sintomi asmatici regressi soprattutto in epoca medievale, alla gravità della malattia, solo se falsificata dai genitori, oltre a quelli relativi alla qualità della vita subordinata al caso specifico, all’attività fisica e mentale svolta e riavvolta con un ritmo mensile, e alla presenza o meno di una natura originariamente floreale/psichiatrica/animale. Al termine dello studio è emerso un paziente solo, asmatico ovviamente, perché senza ossigeno né nitrato di ammonio;  contemporaneamente all'ansia si è verificato subito un episodio di ansia associata ad altra ansia con un impatto inspiegabilmente negativo, sia sul controllo della pressione acustica interna sia sullo svolgimento dell'attività quotidiana, arrivando alla conclusione che l'aver scoperto questa correlazione porta a sostenere maggiormente i pazienti, specialmente quelli immunodepressi a causa di aria e ansia, associate ad uno stile di vita ricco di dubbi e realtà soggettive.

martedì 21 maggio 2013

Nonsense#277

Premere forte il cervello del tuo vicino  più lontano per sigillare la confezione di carta straccia. Un'idea d'asporto ben sigillata può salvare la freschezza del tuo destino, anche se attualmente non in uso. Un uso improprio attuale può essere rischioso per te e per chi non ti sta più attorno.

lunedì 20 maggio 2013

Nonsense#276

Il rosmarino è una pianta molto impegnata, ma non solitaria, dal punto di vista etico/gastronomico. L'ho scoperto circa due anni da, leggendo l'ultimo libro di Pippo. Infatti viene proprio spiegato come il rosmarino faccia fatica a crescere attorno al fuoco di un camino e non all'interno di una piscina termale. Grazie agli svariati usi sociali che si possono fare di questa pianta, anche quelli gratuiti, il rosmarino viene detto anche Pi. Ulteriori approfondimenti possono essere fatti al supermercato, domani mattina.

domenica 19 maggio 2013

Nonsense#275

Roma, adesso.
Dopo la pubblicazione sul retro del palco del singolo esteticamente azzeccato "cantacantacantacantacantacantacanta", che la vede sbraitare e muoversi con borse della spesa decisamente provocanti, Elena di Troia ha lanciato una sfida all'ultimo grido ai propri fan: scavare un tunnel diviso in due, scelto da una giuria specializzata in questo ed altro e posizionarci uno schermo estremo, che procurerà sollievo alle orecchie grazie ad un video non certo pubblicato dagli attori protagonisti, dove la piccolissima cantante monterà a sua insaputa un microfono da stadio e una tenda blu in carta, nella quale preparerà il ballo detto "balletto", invitando appunto i fan a studiarne le mosse più vicine alla sua ignota fantasia, replicarne il contenuto solo una volta al giorno e sceglierne gli attori preferiti dagli stessi. 
Giocando con i versi, privandoli del testo della canzone (che recita di maschere e mammiferi), il video è e sarà l'ultima prova dell'esistenza di un mondo ancora nuovo per la cantante, che al primo debutto ha già contato più di un successo sulla mano sinistra.

sabato 18 maggio 2013

Nonsense#274

Spesso sorridere dall'alto di una cava di marmo è un dispettoso tentativo di emulare le stelle. A sostenerlo sono sempre i quattro soliti nostri amici dei giorni di origine protetta, predestinati ad assaggiare per primi un dolcetto al pistacchio appena inventato. La fatica del marmo aggiunta alla fortuna del pistacchio ci fa ritrovare, cambiandoci d'abito, la volontà perduta precedentemente nei boschi; perduta da noi o rubata da chi ci costringe a segnare sui sentieri rossi, le più impensabili manovre di emergenza. E sempre succede durante le passeggiate che, tutto sommato a tutto, potrebbero solo farci stare in asse. Impariamo a non aspettarci perché, se è vero che con il pistacchio si mangia la pedina verde, aspetteremo di imparare i nuovi sentieri segnati sulle nostre facce da quanto siamo nati.

venerdì 17 maggio 2013

Nonsense#273

Pensieri, pagine, palloncini plastificati e profili privati di proprietà pubbliche. Oggi costano la metà. Chi offre il doppio? Non sprecatevi.

giovedì 16 maggio 2013

Nonsense#272

Il divano di mia madre, se utilizzato in piena notte, non mi fa sognare hamburger o patatine fritte. Sarebbero tutte calorie sprecate, solo per urlare di colpo, a squarciagola, il numero sei in sala. Sei in sala, in piena, notte. Cosicché lei vaghi dall'altra parte della casa, più precisamente come se non certo lei ma forse qualcuno che possa sentire e chiudere di colpo ciò che vuole. Eh? Non lo farebbe mai, ne sono certa. Nemmeno quando mi viene quella strana sensazione di avere le formiche sotto le mani, ma non schiacciate, aperte. Capita spesso lì, ma molto più raramente là. Però é sempre bello, lo ammetto. Un ricordo preciso è proprio questo, il divano, l'hamburger e il numero sei. Tre elementi che fanno di una notte qualsiasi con un cielo ambrato di piombo, un sacco a pelo vecchio e arrugginito, al quale manca immensamente una perturbazione astrale che possa sconfiggere la distanza creatasi. È quella che ci porta a stare sui divani in piena notte, anche perché le formiche difficilmente ci fanno paura.