lunedì 10 giugno 2013
domenica 9 giugno 2013
Nonsense#296
Non ci è dato sapere ciò che non ci passa per la testa, mentre dormiamo. Pertanto, se un sogno a colori dura almeno cinque minuti, togliendo il minuto iniziale, non è detto che valga la pena tradurlo in canzone o concetto. (Concetti di concerti di canzoni originali tradotte.) Né tantomeno in versi. Diversamente, se un sogno in bianco e nero dura almeno tre minuti, aggiungendo i cinque minuti finali di quello a colori non ancora terminato, allora state certi che il significato sarà uno di quelli ambivalenti, pronto a stupirvi. Quale significato o quali significati riescono a divertirvi di più? Quello che comporta una bella giornata o quello che vi fa sudare al solo pensiero, una volta svegli? Tanti studi sono stati fatti sull'argomento dei sogni, ma nessuno di loro è stato espresso a gesti. Con un po' di audacia riusciremo sempre ad applicare un'immagine molto chiara ai sogni che facciamo, così che al risveglio questi possano essere impressi su un foglio (meglio se di carta), che useremo successivamente per alzarci dal letto. È un fatto strano, tocca dunque a noi stessi impressionarci e seguirci per poi arrivare fino ad un certo punto. Almeno fino alla prossima notte, dove ci imbatteremo nei sogni più diretti e competitivi, creati dalle nostre quotidiane pretese di perfezione assoluta.
sabato 8 giugno 2013
Nonsense#295
Se mai avrò un figlio (un figlio in due) porterò un numero in più di scarpe, per almeno un anno. Tranne che nel mese di agosto. Perché è suo. E perché ad agosto sarò con te alla stazione dei treni-giocattolo. Ti amo.
venerdì 7 giugno 2013
Nonsense#294
È tutto incredibilmente poco dimostrabile, ma non del tutto, mentre mangi sul balcone. Non sforzarti, mi sosterrò da sola, sia al primo che al secondo. Non credere che tu abbia l'esclusiva, non dei lacci per le scarpe, quantomeno. Già quelli fanno quattro.
giovedì 6 giugno 2013
Nonsense#293
Vuoi far tornare l'amore a chi l'amore non vuole far tornare perché crede che se tornasse non lo rivorrebbe ancora senza pensare che a rivolerlo sono bravi tutti tranne quelli che non vogliono saperlo? Recita per tre volte e mezzo questa filastrocca, stando attento a recitarla con attenzione.
"Sempre bianco è il tuo pensiero, se ti svegli in funivia, credi poco a chi va fiero, mangia e bevi la magia. La risposta vien da sotto, quando meno te l'aspetti, il presagio è un naso rotto, corvi e nani e diavoletti. Spingi, spunta, spargi e spegni, tutti i sogni son spaiati, chiama, chiedi, chiome e code, spezza i denti più cariati."
mercoledì 5 giugno 2013
Nonsense#292
Appesa a testa in giù davanti al sole, non mi resta che assaggiare l'acqua. Troppo fuoco nell'aria rischia di compromettere la terra, per questo non ho mai mangiato le lumache in vita mia. E mai le mangerò.
martedì 4 giugno 2013
Nonsense#291
Credo che tu creda che io credetti a troppe cose, uscite dalla tua sabbia, ascoltate e mai tradotte dalla gente che si celava dietro di noi, durante gli sforzi programmati al computer. Però i professori da sempre non ci insegnano che a tagliar le radici dei tronchi, i pensieri difficili si trasformano in azioni, quando il difficile si fa vano. Quindi basterebbe avere una mano avanti all'altra, impugnare una forbice e domandarsi tra sé e sé: perché non voglio confondermi con il resto dei miei giorni? Perché
non ho capito che lo spirito giusto è quello di qualcun'altro? Ci sono troppi uomini che aspettano, le erbacce crescono sopra la luce, eppure dovrebbe essere il contrario, se solo entrambi fossimo delle anime perse, tipo all'interno di un luna park. Un po' come accendere il verde per eliminare il rosso. O viceversa. Così quando ci colpisce una scheggia pensiamo che non dovrebbe rompere le pelli dei tamburi, bensì rendere ancora più dettagliata la traiettoria, nella quale una volta si formavano le parole miste; è ora di invertire la cima con il basso e stare con l'uomo che teme, per sempre. Se lui avesse potuto credere prima di rispondere, la pagina bianca ricoperta di graffi e dissensi sarebbe emersa dal basso, che ormai era diventato cima e io non avrei disteso la mia mano sulla sua. Ma sapete qual'è la cosa più incredibile? Il freddo inferno senza alberi.
lunedì 3 giugno 2013
Nonsense#290
È da stamattina che si stanno verificando strane allucinazioni sul mio tavolo. Credo sia colpa della solita musica che ascolto, appena sveglia. Non c'entrano né la colazione né l'acqua calda, nemmeno la mia nuova passione per le vetrate decorate a mano. Le allucinazioni si formano verso le 8 e si fissano sul tavolo della cucina in verticale. Alle 6 la musica è già partita (dalla sera prima) e segue una direzione precisa che non scelgo io, indipendentemente dai cori da stadio e dagli applausi, estrae la ruota di Bari come prima tappa e poi questa musica girerà tutta l'Italia, a piedi uniti. Io salterò invece da un capello riccio ad uno liscio, da un rosso fuoco ad un biondo cenere, anche perché ho smesso di fumare apposta per tutta l'estate; un'estate che, tra l'altro, non sapeva che mi ero preparata per il silenzio assoluto... . Zzzzzz...... . . . (io non rinuncio al divertimento!)
domenica 2 giugno 2013
Nonsense#289
"Camilla? Avresti dovuto chiamare i rinforzi! Stava pescando, i vermi sono fragili in questa zona e al momento nessuno sa nulla, perché non é mai stata qui. Devo tornare in ufficio. Adesso. Camilla dov'è? Qualcuno può aiutarmi? Ok. Che c'è? La cosa più ovvia è sempre la più difficile da sapere, se non addirittura da liberare, indovinandola. Devi prenderti sul serio, Camilla. Come lo so? Arrivi qui e carichi la macchina, poi parti e ti scusi senza sapere cosa stai facendo. Si inizia dagli angoli, su suggerimento dell'avvocato, solo pochi minuti del nostro tempo e tutto ritorna ad essere nostro. Non voglio rovinare una confessione senza avere una copertura totale, tra l'altro senza suggerimenti alcuni. Nessuno è stato ferito sulla spiaggia. Camilla? Tu che dici? Hai sparato in aria senza che il tempo cambiasse all'improvviso. Un mal di testa bestiale e una vendetta tipica dei pescatori. Possibilità minuscole e antipatie giganti, Camilla è la responsabile, questa è la verità. Io non chiedo nulla, non busso nemmeno alle porte, per istinto. Mettiamoci a lavoro, che nessuno sa dove è finito. Accidenti, che fervida immaginazione!" Pag. 312, capitolo 5.
sabato 1 giugno 2013
Nonsense#288
Proprio perché continua a piovere io non mi fido di te, quantificando la mia sfiducia in una borsina biodegradabile mezza vuota. Senza una particolare grafica. So che il sole uscirà, ma dalla parte opposta rispetto a noi, che di rispetto non parliamo mai. Aspetto il rispetto e intanto faccio la spesa. Prima che esca il sole e porti via le ultime monete dalle tasche. Ma non sei tu. Nemmeno qui. Sarei io, se fossi diversa da me.
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