martedì 30 aprile 2013
Nonsense#256
Ti racconto, in frasi, in fieri. Assuefazione da conservazione. Incontro propedeutico. Libertà di movimento. Articolazione dei pensieri rari. Ascolto fuori fase. Riconoscimento della solubilità personale. Accettazione asimmetrica destinata ad un uso scorretto e poi corretto. Racconto veloce. Memoria dinamica. Riduzione dei tempi ecologici. Desiderio unicellulare. Impressioni premature e pressioni preventive. Io. Tu. Baricentro spostato. Tu. Io. Espansione ad ampio raggio del libero supporto reciproco. Calore d'urto. Terapia. Diagnosi. Causa. Negazione indolore della violazione di unicità.
lunedì 29 aprile 2013
Nonsense#255
Avendo concordato anticipatamente la mia reazione all'approccio terapeutico, parzialmente ostacolato, di questa mattina, sono ora costretta a rileggere il secondo capitolo del libro che non mi hanno mai regalato, settimana scorsa. Non tratta i guanti o artigli devoti, semplicemente spiega, senza necessità di lettura, come approvare l'arrivo di una novità, semplicemente mangiando sano. Quando, ad un certo punto della seduta, mi sono alzata, le mani hanno iniziato a diminuire, credo a causa della voce; mi sono così esposta in diretta, partecipando attivamente al massaggio zonale. Ecco perché ho sentito la necessità di tornare a leggere, non si conclude mai un massaggio senza tornare alle pagine precedenti. Lo insegnano sin da piccoli, errare per errore è meglio che auspicare per diminuire.
domenica 28 aprile 2013
Nonsense#254
Primo sarai tu a scegliere. Secondo un test effettuato sulla pelle, il terzo tempo tra di noi occupa il quarto posto della classifica delle necessità. La quinta strada da percorrere in estate accresce il sesto senso che unisce, separando il settimo cielo, aperto a metà. Ottavo é come l'infinito, arrivato dopo il nono figlio di un altro. O decimo, al massimo.
sabato 27 aprile 2013
Nonsense#253
Un cielo rovesciato, visto dal punto di vista secondario, è da sempre simbolo di uno stato psichico, geometricamente assopito, di un individuo caratterizzato da un rigore metaforico molto radicato, più o meno inteso come ordine sensoriale, che può essere connesso ad uno stimolo preciso, ovvero una mancata risposta di collegamento dell'organismo ad una qualunque operazione atmosferica messa in pratica nel momento di estremo stress per l'individuo stesso, attraverso esperimenti rapidi di solubilità collettiva.
venerdì 26 aprile 2013
Nonsense#252
Sono pronta a tutto. Perché tutto va stracciato quando progettiamo di ricomporre i nostri corpi dritti, in un tempo imprecisato, come oggi, dove siamo incapaci di fiutarci il collo (era una domanda), quando gli articoli di giornale divengono facili dosatori di una società, nella quale gli eredi delle distorsioni industriali sono i figli dei figli meno difesi naturalmente, dai nomi immancabilmente nascosti, nati da brevi unioni all'interno di montagne ristrette e imbevute di piccolissime esperienze che, nonostante gli enormi trionfi degli avi più superbi e ormai cristallizzati al suolo, li rendono comunque del tutto incapaci persino di cuocersi un'idea in pancia, una di quelle "pronti e via"; va da sé che quando, poi, si combinano gli orari impossibili, questi (a cui sono pronta) si fanno accompagnare con sotterfugi inevitabilmente dispendiosi, i quali rendono loro miliardi di molecole esplosive e determinanti per il futuro, ma li spremono di ripensamenti e, nel frattempo, durante tutti questi anni il popolo è rimasto a guardare i canali cambiare colore. Siamo pronti a tutti. E non oggi solo perché siamo noi.
giovedì 25 aprile 2013
Nonsense#251
La giusta distanza tra le parole e l'infinito è determinata dalla capacità di capienza di una stilografica appoggiata sopra un foglio di carta riciclata, che utilizziamo generalmente per comunicare uno stato d'animo senza capire lo stato inanimato attuale delle cose. Ce lo dimostra chi denota un'intelligenza e un'intuizione acuta e perspicace (sagace) e tenta di sconfinare i soliti e poco ritmati limiti della prosopopea. Ma se questa teoria non è dimostrabile scientificamente significa che è falsa, se dimostrata realmente, pertanto non basteranno più solo un paio di fogli bianchi. Allora, partiamo dal presupposto di trovarci in un luogo pubblico, davanti ad una buona birra mai finita e di parlare il più possibile del meno. Cercando ovviamente di essere leggermente amareggiati, per poter dare successivamente un posto all'infinito. Chi parlerà per primo assaporando il testo scritto, senza che l'altro se ne accorga? I vecchi punti intersecati sui vecchi quaderni, fatti di anagrammi e usati per confondere la propria personalità, sono detti punti propri di tutti e di nessuno. Quindi, due rette parallele che vanno verso un punto, determinando un percorso algebrico pari alla vita di ogni individuo, per la geometria di nascita-vita-morte, non è vero che non s’incontrano mai, oppure che si incontrano in un punto all'infinito detto improprio di luogo; si incontrano perché una delle due prima o poi parla, specificando il peso del proprio foglio, ricoperto di lettere stese limitatamente.
mercoledì 24 aprile 2013
Nonsense#250
Non aprirò a chi bussa, io ricordo il tuo ricordo, perché sento che mi sembrerà di dormire prima, appena l'avrò capito, a volte, certo... Ho morso soltanto il rimpianto, di nessuno.
Qui ci abbandoniamo prima di proteggerci, o di amarci prima di me! Chi diceva che quella persona era solo una? Ecco così che il "trattato dell'essere giusto" era solo per chiederti chi ti ha aiutato a ritirarti, più di un po'. Mettici l'orgoglio solo se è possibile, ma con il tempo per l'unica cura, tutti dicono "come fa male solo se..." Che risposta è: "Sono io, ma..."? Perché è sbagliato? Dove? Tu, me, qui, attimi spesi per ultimi, per poi guardare le ore. Va proprio così, solo che non ti scorderai da solo. Più pensi e più c'è il non-giorno in cui ti alzerai e vedrai tutti. (Dicevano.)
Qui ci abbandoniamo prima di proteggerci, o di amarci prima di me! Chi diceva che quella persona era solo una? Ecco così che il "trattato dell'essere giusto" era solo per chiederti chi ti ha aiutato a ritirarti, più di un po'. Mettici l'orgoglio solo se è possibile, ma con il tempo per l'unica cura, tutti dicono "come fa male solo se..." Che risposta è: "Sono io, ma..."? Perché è sbagliato? Dove? Tu, me, qui, attimi spesi per ultimi, per poi guardare le ore. Va proprio così, solo che non ti scorderai da solo. Più pensi e più c'è il non-giorno in cui ti alzerai e vedrai tutti. (Dicevano.)
martedì 23 aprile 2013
Nonsense#249
Se il "troppo" non è mai abbastanza significa che i santi, i marinai e le balene quando riprendono la loro valigia, già pensano alla prossima volta che il concetto di "troppo poco" tornerà a bastare per tutti.
(Era bello vedere il fiore di loto; mi mancherà abbastanza, senza convincermi che non è mai stato troppo, o troppo poco.)
(Era bello vedere il fiore di loto; mi mancherà abbastanza, senza convincermi che non è mai stato troppo, o troppo poco.)
lunedì 22 aprile 2013
Nonsense#248
Quando un uomo con i capelli bianchi avrà capito il segreto del successo, sarà sempre, mai, talvolta e particolarmente sazio. Ma avrà anche questo,
che era lo stesso di prima. Ho sempre sostenuto che il successo trovasse da solo la strada per il mare, ma mi ricredo dicendo che la strada per ritrovare la voce perduta troverà me al mare. Un viaggio contorto fatto di nodi al pettine. Doveva arrivare. Doveva squillare. Altro che successo. Sarò bagnata dall'acqua e tu asciugato da infiniti e minuscoli sgabelli porta-uomini. L'uomo vecchio trovato straziato
non conta nulla se non è cambiato, niente. Che cosa (mi) sto aspettando? Io
voglio una vita piena di lamponi perché le more sono finte. Il successo lo ha dimostrato parecchio; è da quando sono diventata parte del 9463 che sono convinta. Però libero
i verdi e taglio i rossi e sconfinando i limiti del normale dovrei
o forse non dovrei pentirmene. I capelli bianchi che avrò gettato dal piano parallelo al cielo scuro saranno stellati, ma la prima stella che vedrò spostarsi
non potrà fare nulla per me. La scarsa illusione non è servita e la prima visione mi ricorda un pezzo di legno in pancia, come se questo successo tanto atteso adesso facesse cadere a terra colui che si dichiara senza una sana temperatura costante. Liberi per (quasi) sempre: non facciamo piangere i nostri papà e prendiamoci in cura.
domenica 21 aprile 2013
Nonsense#247
Quando sventolano le bandiere gialle, il gallo canta tre volte prima di addormentarsi sull'erba del vicino. (Nulla a che vedere con l'osteoporosi!)
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